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Il bambino e l'acqua . Da 4 mesi a 3 anni.

Il rapporto bambino - acqua , che inizia dalla nascita, va di pari passo con la crescita , lo sviluppo della coscienza corporea , e le relazioni col mondo circostante. Teniamo presente che nel passaggio tra il liquido amniotico nella pancia della mamma, alla nascita, quindi alla situazione nuova respiratoria , rimangono comunque le esperienze , le sensazioni. Quindi è giusto quanto prima riportare in acqua il bambino. Noi iniziamo a 4 mesi, per dare più che mai un periodo di tranquillità alla mamma. Nel periodo da 4 mesi a un anno bisogna consolidare ed evolvere le sensazioni positive del corpo in acqua , con il supporto del genitore. Al bambino viene naturale chiudere le vie respiratorie nelle immersioni, per non fare entrare l'acqua, e il controllo degli atti respiratori ( inspirazione - espirazione ) diventa fondamentale.

Con l'acquisizione del linguaggio poi si determinano condizioni diverse di comprensione, che prima erano soltanto intuitive. Il controllo di certe evoluzioni devono essere ben evidenti sia da parte del genitore che dell'insegnante.

Da 1 a 2 anni poi c'è tutto lo sviluppo dell'equilibrio , che determina la conoscenza dello spazio intorno e del proprio corpo in modo molto incisivo e preciso. Ricordiamoci che il passaggio dal "gattonare" al camminare è forse il più importante per la crescita, come l'acquisizione del linguaggio. Fondamentale in questo periodo , andando avanti con l'equilibrio corporeo fuori ( il camminare ), anche l'aumento di sensibilità in acqua : Lo spostamento in acqua , e quindi anche il camminare in acqua , aumenta notevolmente la percezione dell'equilibrio corporeo. Ricordiamoci che l'elemento principale nelle capacità di apprendimento del nuoto in questa fase è il piacere, il gioco, il divertimento di essere in un ambiente amico; e quindi la sicurezza dei movimenti e soprattutto la capacità di "respirare e muoversi" in autonomia diventa fondamentale. E' anche per questo che usiamo fortemente i braccioli come ausilio didattico, perché permettono più autonomia di movimento , premessa essenziale per le proprie esperienze motorie, che ogni bambino deve assolutamente fare per l'aumento della propria coscienza e conoscenza corporea.

In genere l'intelligenza motoria del bambino attraverso le proprie esperienze e l'aumento delle capacità ( da 1 a 3 anni , ad esempio , il passaggio dal camminare al correre ) determina anche la capacità di riuscire a galleggiare e spostarsi in acqua in autonomia, che è il primo obiettivo fondamentale della nostra scuola.


Mauro Viali

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